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Vespa, una storia che compie 70 anni

Pubblicato: 07/02/2016 10:13:16
Categorie: Raduni , Restauri

Quanti anni sono passati dalla costruzione della prima Vespa. L'abbiamo vista in tutti i film Italiani del passato, l'abbiamo vista anche in alcune pubblicità, la Vespa ha fatto veramente la storia di molti Italiani. La Vespa è diventata, già da molti anni, un simbolo riconosciuto in tutto il mondo, una bellezza che molti ci invidiano e per la quale dobbiamo andarne fieri.
Sin dal 1946 questo particolare scooter ha riscosso uno strepitoso successo in termini di vendite e di consensi che lo ha consacrato di diritto tra ‘gli immortali’ delle due ruote. E non poteva essere altrimenti visto che in un sessantennio la Piaggio ha dato vita a circa 145 modelli di Vespa. Cifre da capogiro che estrinsecano l’indiscusso successo del progetto.

 Vespa V98 (1946)
Vespa 125 del 1948E’ equipaggiata con un motore 98cc monocilindrico a due tempi raffreddato ad aria forzata mediante ventola sul volano-magnete, ed in grado di erogare una potenza di 3,2 CV a 4.500 giri/minuto per una velocità di 60 Km/ora. Da segnalare la presenza di un carburatore Dellorto posto all’interno della scocca, mentre il cambio a tre marce è governato da una manopola girevole sulla parte sx del manubrio e da una trasmissione omocinetica ad aste. La Vespa è stata prodotta per due anni: nel 1946 vengono prodotti i veicoli dal numero 1 al 2464; nel ’47 quelli dal n° 2465 al 18079.
  Vespa 125 (1948)
Vespa 125 del 1948Prodotta in 16.003 esemplari, è dotata di un motore monocilindrico cc 124,789 (56,5 x 49,8) V1M con funzionamento ciclo otto due tempi, rapporto di compressione pari a 1:6,5; potenza max attorno ai 4 cv a 5000 giri/minuto e raffreddamento ad aria forzata. Il cambio a 3 velocità, con comando al manubrio sul lato sinistro si avvale di una frizione a dischi multipli a bagno d’olio. Il comparto sospensioni è caratterizzato dalla presenza di una molla elicoidale (anteriore) e di una molla elicoidale e ammortizzatore idraulico (posteriore). Freni a tamburo inoltre in ambedue i lati (anteriore diametro mm. 124, posteriore diametro mm. 124).
 Vespa 150 GS (1955)
Vespa 150 GSMonta un motore 145,6cc che raggiunge il traguardo dei 100 km/h (la prima volta per uno scoote Piaggio). Ed è proprio per contenere questo inedito brio che questo due ruote è stato dotato di un sistema frenante avente freni a tamburo di grande diametro, realizzati in lega leggera, con un anello in ghisa e alettatura di raffreddamento inclusi. Da segnalare inoltre il cambio a 4 marce, la sella lunga di serie (biposto e con cinghia passeggero), il gruppo manubrio-fanale “carenato”. Rispetto alla versione normale, nella GS la scocca ha una linea più aerodinamica forte dell’adozione di uno scudo bombato e pedane rialzate. Queste specifiche hanno ovviamente reso la 150 GS un vero best seller, al punto da permanere in produzione fino al 1961.
 Vespa 150 GL (1963)
Vespa 150 GLRispetto alle precedenti, questo 150 spicca per l’innovativo manubrio, il faro trapezoidale, il parafango anteriore ed i cofani posteriori snelliti. Non molto dissimile invece dalla GS sotto il profilo tecnico.
 Vespa 125 Primavera (1968)
Vespa 125 PrimaveraUscita nel 1968 per sostituire la Nuova 125, ebbe un grande successo in termine di venditas. Fornita di un propulsore da 121 cc monocilindrico inclinato 45°, due tempi, con accensione a puntine fu prodotta in tre differenti serie: la prima aveva il fanale posteriore tipo 90 SS, era priva di baulettino nella chiappetta opposta e presentava scritte in corsivo con logo ‘primavera’ sia all’anteriore che al posteriore, la seconda aveva lo stesso fanale ma scritte in corsivo oltre alla scritta vespa, la terza, uscita assieme alla ET3, stesse scritte ma fanale di nuovo disegno.
  Vespa 50 Special (1969)
Vespa 50 SpecialIl modello 50 Special fu prodotto dal 1969 al 1982. Tre la serie realizzate: la prima (1969-1971), è caratterizzata da scritte identificative in corsivo posizionate in obliquo (Vespa 50 davanti, rispettivamente sopra e sotto, e Special dietro, sopra il fanale), nasello davanti e tettuccio fanale neri in plastica, ruote da 9″ e tre marce; la seconda (1972-1975), che è dotata di ruote da ’10,presenta il nasello e il tettuccio di colore grigio, mentre le scritte diventano orizzontali in stampatello minuscolo, quindi scritta Vespa davanti, 50 Special dietro (anche se i primissimi esemplari avevano ancora le scritte vecchio tipo), la terza invece (1976-1982), spicca per la modifica del cambio, passato da tre a quattro marce per omologarlo alla sorella maggiore vespa 125 Primavera, per il telaio rinforzato e il cavalletto passato da 16mm a 20mm. Caratteristica di tutte le serie è la sella a gobbino, attraente ma non troppo comoda. La propulsione invece è affidata ad un monocilindrico inclinato 45° 2 tempi con alesaggio per corsa pari a mm 38,4X43=cc e potenza 1,45 CV a 5000 giri.
 Vespa P125X (1977)
Vespa 125 PXLa serie Px rappresenta una grande novità all’interno della catena produttiva per la carrozzerie estremamente innovativa. Degno di nota anche il bauletto posto dietro lo scudo. Consueto invece il profilo tecnico. Motore 1 cilindro orizzontale 2 tempi, alesaggio per corsa mm 52,5X57= 123,4 cc e potenza massima attorno a 7,75 CV a 5750 giri. Cambio a 4 marce.
Vespa PK 125 (1983)
Vespa PK 125Figlia di una serie fortunata, questa quarto di litro presenta un profilo estetico rinnovato; inoltre la carrozzeria della è completamente diversa da quelle degli antesignani, perché le saldature della scocca sono intere anzichè sovrapposte.
 Vespa PK 125 automatica (1984)
Vespa PK 125 automaticaAltra PK, altra rivoluzione. Su questa Vespa infatti è stata per la prima volta sperimentata una soluzione decisamente altisonante. La presenza del cambio automatico è sottolineato dall’assenza del freno a pedale, sostituito dalla leva posta alla manopola sinistra (che non deve governare la frizione, automatica). Altra chicca è la presenza del miscelatore automatico olio-benzina e dell’avviamento elettrico.

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